Straordinario ritrovamento a Pompei, viene alla luce una “Villa dei Misteri”. Di cosa si tratta

Pompei continua a rivelare incredibili sorprese: l’annuncio del ministro Giuli riguarda l’ultima sensazionale scoperta

Pompei rappresenta il fulcro principale delle scoperte archeologiche del Belpaese e lo provano le meraviglie che anno dopo anno vengono riportate alla luce e restaurate per poi essere ammirate da milioni di turisti provenienti da ogni parte del mondo. A circa un secolo dalla scoperta dei meravigliosi affreschi dionisiaci della Villa dei Misteri, Pompei è pronta a stupirci di nuovo.

Ministro della Cultura Giuli
Il ministro Giuli ha annunciato l’ultima scoperta avvenuta a Pompei (giofil.it / Fonte Ansa)

Della nuova ed ultima scoperta ha parlato nelle ultime ore il ministro della Cultura Giuli svelando quello che investimenti ad hoc e scavi certosini da parte degli archeologi del Parco hanno permesso di individuare.

Nuova straordinaria scoperta a Pompei a un secolo dal ritrovamento degli affreschi dionisiaci della villa dei Misteri

I nuovi scavi effettuati nell’area centrale hanno permesso di riportare alla luce una spettacolare “megalografia” (ovvero un ciclo di pitture a grandi figure aventi dimensioni quasi reali) che il ministro Giuli ha avuto la possibilità di visitare in anteprima per poi annunciare la scoperta agli italiani. Si tratta di un ciclo di pitture a figure intere e grandezza naturale sul tema delle feste dionisiache in quella che è una grande sala per banchetti inserita in una nuova Villa dei Misteri, una delle più sontuose e ricche dell’antica città vesuviana.

Megalografia Scoperta a Pompei
Riportata alla luce una spettacolare megalografia (giofil.it / Fonte Ansa)

Il ritrovamento è avvenuto, nello specifico nell’insula 10, incastonata nella Regio IX: l’affresco è di grandi dimensioni e riveste le pareti dell’antico cortile porticato di una domus. A presentarlo è stato il direttore del parco Gabriel Zuchtriegel spiegando che quella che sta tornando a risplendere di nuova luce è una lussuosa sala per banchetti riccamente decorata. Con una delle pochissima rappresentazioni del culto di Dionisio, seconda solo a quella della Villa dei Misteri. Nell’area vesuviana, inoltre, sono state rinvenute solo quattro megalografie, rendendo il ritrovamento una ‘summa di unicità archeologiche’. “Il tema di Dioniso, del suo corteo, dei suoi misteri, dell’iniziazione – ha confermato Zuchtriegel – tornano al centro del dibattito scientifico”.

Ciò che differenza questo affresco da quello precedentemente rinvenuto è il fatto che le baccanti vengano rappresentate come danzatrici ma anche come cacciatrici. Nella megalografia sono presenti anche i “giovani satiri che suonano i flauti” mentre non sono presenti, al centro della scena Dionisio e Arianna. “Al centro – ha spiegato il direttore – non c’è il Dio ma c’è una donna che è, secondo me, volutamente ambigua, ambivalente che si ritrova al centro di questo corteo divino e mitologico e che guarda: è l’unica a guardare fisso verso l’osservatore, verso la sala dove si riunivano gli ospiti di questa casa”. Il grande affresco apre nuove porte in merito ai misteri di Dioniso nel mondo classico. La dimora è stata battezzata, facendo riferimento al corteo del dio Dioniso, “casa del Tiaso” e sarà visibile per il pubblico nell’immediato nel contesto delle già avviate visite al cantiere.

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