L’AIFA ha ideato un’app per capire i rischi dell’uso di alcuni antibiotici molto diffusi. In Italia il ricorso sconsiderato a questi farmaci è elevato.
L’AIFA lancia l’allarme relativo a un eccesso nell’utilizzo degli antibiotici, soprattutto in età pediatrica. Il consumo totale emerso dall’ultima statistica ha mostrato un aumento fino al 40% durante i mesi invernali.
Per fugare tutti i dubbi sulla corretta somministrazione dei medicinali, l’AIFA ha ideato un’app “semaforo”, chiamata Firstline. Tutti possono scaricarla su computer, tablet e cellulare e consultare le informazioni relative al trattamento delle infezioni più diffuse tra i bambini e gli adulti.
L’app Firstline può essere facilmente scaricata dagli store ufficiali di Google e Apple, oppure dal sito https://firstline.org/aifa per la versione web. L’interfaccia è molto semplice e intuitiva e può essere consultata sia dei medici, prima di prescrivere gli antibiotici, sia dai pazienti.
In questo modo, si intende evitare l’autoprescrizione e l’assunzione di questa tipologia di medicinali anche quando non necessaria o non consigliata dal proprio medico. Soltanto gli esperti sono in grado di capire, analizzando il singolo caso, se l’antibiotico è davvero adatto per il trattamento della malattia. Devono, infatti, essere valutati una serie di fattori e lo stato clinico generale del paziente.
L’iniziativa dell’AIFA è anche diretta alla riduzione del fenomeno della resistenza batterica agli antibiotici, derivante proprio dall’uso sconsiderato degli stessi. L’app si basa sulle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nell’AWaRe Antibiotic Book relative al trattamento delle dieci infezioni più frequenti. Basta selezionare la patologia che si intende trattare e apparirà la lista dei virus o dei batteri che le causano, i sintomi tipici, gli esami diagnostici da effettuare e le terapie farmacologiche da seguire (con o senza antibiotici).
I vari antibiotici sono suddivisi in tre categorie, a seconda della classificazione AWaRe dell’OMS: Access, Watch e Reserve.
I dati del Rapporto AIFA 2023 sull’uso degli antibiotici in Italia attestano che è ancora poco diffuso il ricorso agli antibiotici Access (50,8%) rispetto alle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (60%), mentre è troppo elevato il ricorso ai farmaci Reserve.
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