Olio EVO, 5 miti da sfatare: quello che nessuno ti dice

Quello che nessuno ti dice sull’olio EVO: questi sono i principali miti da sfatare sul nettare degli Dei.

L’Olio Extra Vergine d’Oliva (EVO) è uno dei pilastri su cui si fonda la dieta mediterranea, questo condimento è particolarmente apprezzato per il suo sapore ricco e gustoso. Tuttavia, negli anni, attorno a questo prelibato alimento sono emersi molti miti e credenze popolari, spesso basati su informazioni errate o incomplete.

Mano che tiene la sagoma di un cinque, bottiglie di olio d'oliva
Olio EVO, 5 miti da sfatare: quello che nessuno ti dice (giofil.it)

Dalle false credenze sul colore e il sapore, fino al suo utilizzo, sono numerose le leggende che ruotato attorno all’olio EVO. In Italia sono principalmente cinque i miti da sfatare sull’olio, conoscerli è il primo passo per un consumo maggiormente corretto di quello alimento.

Olio, 5 bugie che hai sempre ritenute veritiere

L’olio EVO è presente in tutte le case e può essere utilizzato in una grande varietà di modi in cucina. Tuttavia, nonostante sia ampiamente diffuso da secoli, ancora oggi perdurano numerosi falsi miti sul suo conto che, talvolta, ci portano anche a grandi errori in cucina.

Olio che cola su un cucchiaio
Olio, 5 bugie che hai sempre ritenute veritiere (giofil.it)
    • “L’olio EVO non è adatto alla frittura”

Tra i pregiudizi più diffusi sull’olio extravergine d’oliva troviamo quello che lo vuole poco indicato alla frittura. In realtà, grazie al suo alto punto di fumo e alla ricchezza di antiossidanti, l’EVO è perfetto per friggere in modo sano. Non solo resiste bene alle alte temperature, ma conferisce anche un sapore unico alle pietanze.

    • “Più l’olio è verde, migliore è la sua qualità”

È credenza diffusa che più l’olio è verde e maggiore sia la sua qualità. In realtà, il colore dipende dalla varietà delle olive utilizzate dal frantoio e dal loro grado di maturazione.

Molti pensano che un olio più verde sia automaticamente migliore. In realtà, il colore dipende dalla varietà delle olive e dal loro grado di maturazione. Più che il colore, bisognerebbe valutare il profumo fruttato, il sapore e la freschezza dell’olio.

Per capire se un olio è di buona qualità è necessario leggere l’etichetta e cercare la dicitura “estratto a freddo” e la provenienza certificata. L’odore è poi un buon indicatore di qualità, un buon EVO deve avere un profumo fruttato, con sentori di erba fresca o mandorla. Infine, il sapore deve essere equilibrato tra l’amaro e il piccante, segno della presenza di polifenoli.

    • “L’olio EVO invecchiando migliora”

A differenza del vino, l’olio EVO è un prodotto fresco e deperibile. Dunque con il tempo tende a ossidarsi e a perdere le sue proprietà organolettiche.

    • “L’olio EVO più è torbido, più è di alta qualità”

La torbidità dell’olio può essere dovuta alla presenza di particelle di polpa di oliva, tuttavia non è necessariamente un segno di qualità superiore.

    • “L’olio EVO che pizzica in gola è acido”

Il pizzicore dell’olio EVO è dovuto alla presenza di oleocantale, un antiossidante naturale con proprietà antinfiammatorie.

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