Ci sarebbe una correlazione tra l’obesità e l’incidenza di alcune tipologie di cancro. Ecco cosa hanno scoperto i ricercatori spagnoli.
Di recente, uno studio pubblicato su JAMA Network OpenTrusted Source ha evidenziato come seguire una corretta alimentazione basata sulla cd. dieta mediterranea comporti una riduzione del 6% del rischio di ammalarsi di cancro.
L’obesità, infatti, è un fattore determinante per la salute dell’organismo. La ricerca è stata effettuata su circa 450 mila individui e ha dimostrato la possibile correlazione tra il controllo del sovrappeso grazie alla dieta mediterranea e la diminuzione dell’insorgenza di alcune patologie oncologiche.
I ricercatori sono partiti dalle informazioni raccolte dallo studio European Prospective Investigation Into Cancer and Nutrition (EPIC), compiuto su un campione di soggetti di età compresa tra i 35 e i 70 anni, integrandolo con le analisi di ulteriori partecipanti, fino ad arrivare a 450.111 persone.
Nel dettaglio, è stata valutata la dieta seguita da ognuno e l’incidenza di alcuni cibi, come pesce, verdure e legumi. È stato anche controllato lo stile di vita dei partecipanti, tra cui l’assunzione di alcool. I risultati hanno mostrato come i soggetti che seguivano in maniera più assidua la dieta mediterranea avevano un minor rischio di ammalarsi di cancro del colon-retto, del fegato, dei reni e dell’esofago.
Durante il periodo di follow-up (di circa 15 anni), il 4,9% dei partecipanti ha sviluppato un tumore legato all’obesità, ma un attento rispetto alla dieta ha comportato un taglio del 6% di tali patologie. In relazione alle donne, non è stato riscontrato un nesso diretto tra la dieta mediterranea e la prevenzione contro il cancro al seno in post-menopausa o di cancro all’endometrio e alle ovaie.
Lo studio, tuttavia, presenta dei limiti e i risultati vanno accolti con cautela. Innanzitutto, i partecipanti provenivano solo da Stati europei e, dunque, non è possibile estendere le considerazioni anche alle altre popolazioni.
La dieta e lo stile di vita, inoltre, sono stati controllati solo una volta durante la durata dello studio; non si sa se nel tempo sono intervenuti anche altri fattori di cambiamento. Va, poi, considerato che più del 70% dei partecipanti era di sesso femminile e non si può stabilire con certezza se l’incidenza sia la stessa per gli uomini.
Inmaculada Aguilera-Buenosvinos, autrice dello studio e Ricercatrice presso il Dipartimento di Medicina Preventiva e Salute Pubblica dell’Università di Navarra, a Pamplona, ha sottolineato che gli studi futuri dovrebbero concentrarsi sulla salute metabolica e del microbiota intestinale, per capire il ruolo effettivo delle infiammazioni, e diversificare l’analisi degli gli effetti della dieta mediterranea a seconda dei vari componenti nutrizionali.
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