Il digiuno intermittente fa bene al cuore? Uno studio fa luce sui pro e i contro di questo metodo

Il digiuno intermittente può preservare la salute cardiaca, impedendo la formazione di coaguli di sangue, alla base di ictus e infarti.

Il digiuno intermittente è un metodo di dimagrimento che comporta la limitazione o la mancata assunzione di cibo in specifiche fasce orarie, per poi mangiare normalmente negli altri momenti. Secondo un recente studio, questo meccanismo potrebbe prevenire la formazione di coaguli di sangue, alla base di ictus e attacchi cardiaci.

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Il digiuno intermittente fa bene al cuore? Uno studio fa luce sui pro e i contro di questo metodo (giofil.it)

Potrebbe, dunque, essere uno strumento ulteriore e aggiuntivo alla terapia farmacologica, per preservare la salute cardiovascolare. Lo studio, apparso su Life Metabolism, ha proprio evidenziato gli effetti del digiuno intermittente sulla coagulazione del sangue.

Il digiuno intermittente previene la formazione di coaguli di sangue

L’analisi è stata compiuta, per 10 giorni, su un campione di160 persone affette da malattia coronarica, ad esclusione di quelli che avevano assunto farmaci antiaggreganti nelle ultime due settimane precedenti. I partecipanti sono stati suddividi in due gruppi: uno formato dai soggetti che seguivano il digiuno intermittente e un altro da coloro che seguivano una dieta ad libitum.

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Il digiuno intermittente previene la formazione di coaguli di sangue (giofil.it)

È stato, inoltre, analizzato un gruppo di topi, che ha seguito gli stessi identici regimi alimentari delle persone coinvolte. Al termine dell’esperimento, è stato notato che il digiuno intermittente sembrerebbe ridurre l’aggregazione delle piastrine (responsabile della formazione dei coaguli di sangue) sia negli umani sia nei topi.

I ricercatori hanno riscontrato anche che questo sistema alimentare incrementerebbe la produzione di acido 3-indolepropionico da parte dei microrganismi intestinali, che influisce sulla coagulazione. Hanno, poi, verificato le reazioni dei topi all’ischemia cerebrale (l’interruzione del flusso sanguigno al cervello) e all’ischemia miocardica (l’interruzione del flusso sanguigno al cuore); i topi che avevano seguito il digiuno intermittente hanno avuto una risposta migliore rispetto a quelli che non lo avevano seguito.

Lo studio, dunque, potrebbe essere molto interessante per indagare su un metodo differente da quello farmacologico nella prevenzione del rischio di trombosi.

Conclusioni

Anche se la ricerca è destinata ad avere un impatto notevole sul trattamento di alcune patologie, è necessario sottolineare alcuni suoi limiti. Innanzitutto, molti degli effetti del digiuno intermittente analizzati sono stati riscontrato solo sui topi e, dunque, dovranno essere effettuate ulteriori verifiche per comprendere le reali conseguenze sugli uomini.

Lo studio, poi, è stato compiuto per un periodo molto limitato (10 giorni) e non considera gli effetti che potrebbero aversi nel lungo termine. È stata anche studiata solo una modalità di digiuno intermittente e, dunque, non è possibile capire se le conclusioni siano le stesse anche con altre forme di digiuno.

Una possibile ricerca futura potrebbe analizzare nel dettaglio fattori aggiuntivi dei partecipanti e includere individui con maggiore diversità.

Le informazioni contenute in questo articolo sono destinate esclusivamente a scopi informativi e non devono essere interpretate come consulenze mediche. Gli autori non sono medici e non intendono sostituirsi a professionisti della salute qualificati.
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