L’Escherichia coli è un pericolo subdolo che si annida in posti impensabili: imparare a riconoscere i sintomi è fondamentale per evitare complicazioni

L’infezione da Escherichia coli è molto comune, ma molte persone trascurano i probabili danni. Ecco come riconoscerla.

L’Escherichia coli è un batterio presente all’interno del microbiota intestinale. Alcuni ceppi, però, possono provocare dei fastidi intestinali ed extraintestinali, capaci anche di causare effetti molto fastidiosi e sfociare in patologie più o meno gravi, come la sindrome emolitico uremica (una forma di insufficienza renale).

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L’Escherichia coli è un pericolo subdolo che si annida in posti impensabili: imparare a riconoscere i sintomi è fondamentale per evitare complicazioni (giofil.it)

I sintomi dell’infezione da Escherichia coli non sono sempre facilmente riconoscibili, perché potrebbero essere scambiati per una normale gastroenterite o, addirittura, per un’influenza. Se non curati, però, possono insorgere dei seri danni.

I segni tipici dell’infezione sono: crampi e dolore all’addome, diarrea (spesso associata a perdite di sangue), nausea e vomito. Nella maggior parte dei casi, i fastidi spariscono in circa 5 giorni, ma in alcuni pazienti potrebbe essere necessario un intervento medico accurato.

Escherichia coli: come si contrae l’infezione?

Nelle ipotesi più gravi, l’infezione da Escherichia coli sfocia in: infezioni dell’apparato urinario, polmonite, meningite, peritonite e setticemia. I pazienti più vulnerabili, dunque, rischiano la vita.

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Escherichia coli: come si contrae l’infezione? (giofil.it)

Non tutti, purtroppo, sanno quali sono le cause del contagio. Alcuni ceppi dannosi possono essere contratti tramite l’assunzione di cibi contaminati (ad esempio, frutta e verdura cruda), latte non pastorizzato, carne non cotta oppure acqua infetta.

L’infezione da Escherichia coli, però, può esserci anche in seguito a contatto tra persone, ad esempio quando un soggetto che ha il batterio non si lava le mani correttamente. Pur non esistendo farmaci per la prevenzione dell’infezione, è possibile adottare dei comportamenti per ridurre il pericolo di contagio.

Attenzione, innanzitutto, a quello che si mangia. I medici consigliano di consumare sempre alimenti cotti, perché il batterio scompare alle temperature elevate; occhio anche al latte e, se non si vuole rinunciare a frutta e verdura cruda, bisognerebbe sempre lavarla per bene con acqua potabile.

Per precauzione, servirebbe lavare gli utensili da cucina con acqua e sapone, prima e dopo il contatto con il cibo (soprattutto con la carne cruda), e conservare gli alimenti in appositi separati. Evitare di toccare il cibo e le superfici se non si hanno le mani ben pulite.

Il trattamento farmacologico dell’Escherichia coli

Come abbiamo accennato, nella maggior parte degli infetti, i sintomi da Escherichia coli svaniscono nel giro di 3- 5 giorni, semplicemente stando a riposo e bevendo molta acqua (una buona idratazione è fondamentale).

Se, però, i sintomi persistono e si riscontra diarrea sanguinolenta e febbre alta, è necessario contattare un gastroenterologo, per valutare un trattamento antibiotico. Nelle ipotesi di sindrome emolitico-uremica, infezioni dolorose dell’apparato urinario o setticemia, invece, potrebbe essere utile il ricovero ospedaliero.

Le informazioni contenute in questo articolo sono destinate esclusivamente a scopi informativi e non devono essere interpretate come consulenze mediche. Gli autori non sono medici e non intendono sostituirsi a professionisti della salute qualificati.
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