Le alghe marine possono essere un valido alleato per chi intende perdere peso. Ecco le 4 tipologie che aiutano in questo intento.
Le alghe marine apportano una serie di benefici al nostro organismo. Sono ricche di nutrienti e possono essere assunte come integratori per favorire la perdita di peso nei soggetti obesi o affetti da particolari patologie metaboliche.

Hanno, infatti, al loro interno le fibre, che aiutano a saziare e ridurre la sensazione di fame. Stimolano, inoltre, il metabolismo e attenuano l’assorbimento dei grassi e dei carboidrati. Le alghe possono essere integrate in una dieta sana ed equilibrata per perdere peso, grazie ai loro composti bioattivi. Vediamo, dunque, in che modo vanno consumate e quali conseguenze comportano sul corpo umano.
Le 4 tipologie di alghe marine per dimagrire: ecco come assumerle
Le principali alghe marine dimagranti sono quattro:

- spirulina: serve per ridurre l’appetito poiché ha un elevato contenuto proteico e agevola il senso di sazietà;
- kelp: è ricca di alginato, una fibra che riduce l’assorbimento dei grassi nell’intestino. Contiene, inoltre, iodio che regola la funzione tiroidea e il metabolismo;
- wakame: contiene fucoxantina, un pigmento che stimola il metabolismo;
- nori: ha poche calorie ed è ricca di fibre. Contribuisce al miglioramento della digestione.
Esistono, inoltre, vari modi per assumerle: integratori, capsule o compresse, polveri. I prodotti essiccati (come nori o wakame) possono essere uniti a zuppe e insalate, mentre la spirulina può essere usata nei frullati.
Il consumo delle alghe, tuttavia, va effettuato sotto un’attenta supervisione medica, perché alcune vanno assunte in determinati periodi della giornata. Ad esempio, spirulina e kelp andrebbero prese 30 minuti prima dei pasti principali. Le alghe essiccate, invece, possono fungere da snack ed essere consumate tra i vari pasti.
Le alghe marine hanno controindicazioni?
Attenzione, perché l’assunzione delle alghe marine per perdere peso deve avvenire solo dopo aver consultato un medico, soprattutto se si è affetti da particolari patologie. Potrebbero, infatti, insorgere effetti collaterali più o meno gravi.
Le alghe hanno un elevato contenuto di iodio e, dunque, potrebbero nuocere alle persone che hanno disturbi tiroidei . Possono anche assorbire metalli pesanti e altre sostanze tossiche presenti nell’ambiente marino, per questo andrebbero scelte solo quelle di elevata qualità. Alcuni soggetti hanno, inoltre, lamentato interazioni con la funzione di particolari farmaci orali e l’insorgenza di disturbi gastrointestinali, come gonfiore o diarrea. Gli allergici ai frutti di mare, infine, potrebbero avere pesanti reazioni, fino ad arrivare a rush cutanei o allo shock anafilattico.