Quali sono i segnali dell’infezione da Helicobacter pylori? Ecco come riconoscerla e curarla prima che peggiori.
L’Helicobacter pylori è uno dei fastidi dell’apparato gastrointestinale più diffuso. Si tratta di un batterio che può annidarsi nella mucosa gastrica dello stomaco e viverci grazie alla generazione di un enzima che riesce a eliminare l’acidità gastrica.
Si contrae tramite cibi o acqua contaminati da liquidi gastrointestinali provenienti da soggetti infetti oppure in seguito al contatto diretto con saliva, vomito o feci di persone in cui è in atto l’infezione. Anche se spesso non presenta dei sintomi gravi, a lungo andare potrebbe creare delle complicazioni molto fastidiose. Come si riconosce il batterio e in che modo si cura?
Come abbiamo anticipato, nella maggior parte delle persone infette, l’Helicobacter pylori si presenta in maniera asintomatica oppure accompagnato da fastidi che non sono tipici solo di tale patologia, come: dispepsia (difficoltà a digerire), nausea, vomito, inappetenza, dolore addominale.
È, invece, opportuna la consultazione del medico di base o di un gastroenterologo nel caso in cui si presenti: anemia o astenia, dolore addominale molto forte e persistente, dimagrimento, febbre, vomito implacabile, vomito con sangue, feci nere.
L’Helicobacter pylori, inoltre, può causare gastrite atrofica e ulcera duodenale, ulcera gastrica e linfoma MALT. In tutte queste ipotesi estreme, il batterio potrebbe essere una conseguenza del carcinoma gastrico, ma fortunatamente i casi sono molto rari.
La diagnosi di Helicobacter pylori si effettua tramite i seguenti esami:
Se si stanno assumendo specifici farmaci, è necessario segnalarlo in sede di esame, perché alcuni medicinali potrebbe portare a risultati falsati. Per questo motivo, è necessario che i pazienti non assumano alcuna protezione gastrica nei 10-14 giorni precedenti e non si sottopongano ad alcuna terapia antibiotica nelle 4 settimane antecedenti.
Nei casi più gravi e sintomatici, l’Helicobacter pylori va eliminato tramite appositi antibiotici, da prendere per almeno 10-14 giorni, insieme a un gastroprotettore. Questa cura serve anche per coloro che assumono in maniera continuativa FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei). Al termine della cura, è obbligatorio ripetere il test (breath test, analisi delle feci o biopsia) pera avere conferma della completa guarigione.
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